Le più belle citazioni di Tiziano Terzani

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Ieri ho finito di leggere il libro “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani.

Il racconto narra la storia dell’autore, che ha vissuto gran parte della sua vita in Asia. Tiziano incontra un saggio indovino di Hong Kong, il quale lo avverte di un pericolo che correrà nel 1993, se questi prenderà un’aereo. Ed è così che Tiziano prenderà quell’occasione come una scusa per vedere il mondo con occhi nuovi e trasformare la sua vita in uno straordinario viaggio.

Ho viaggiato pure io con lui. Ho raccolto le frasi più belle e significative del libro, così che anche voi potete averne un’assaggio e viaggiare un pochino. Magari anche solo con la mente.

 

  • “Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l’amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare. ” 

 

  • “Viaggiare ha senso solo se si torna con una qualche risposta nella valigia.” 

 

  • “Perchè non hai preso l’aereo? Già perchè? Forse anche per riscoprire che il mondo è un complicato mosaico di paesi, ciascuno con le sue frontiere da varcare; forse per riaccorgermi che la terra non è una massa monocolore punteggiata di aeroporti, come appare nelle carte delle linee aeree; o forse semplicemente per riprovare l’emozione di varcare, fisicamente a piedi, e non per aria, una vera frontiera come quella.” 

 

  • “Regalare è meglio di vendere,” diceva. “In futuro, se avrò bisogno di qualcosa, quelli mi aiuteranno. In Asia la gratitudine lega più di un contratto.” 

 

  • “Più ci si guarda intorno, più ci si rende conto che il nostro modo di vivere si fa sempre più insensato. Tutti corrono, ma verso dove? Perchè? Molti sentono che questo correre non ci si addice e che ci fa perdere tanti vecchi piaceri. MA chi ha ormai il coraggio di dire: Fermi! Cambiamo strada? Eppure, se fossimo spersi in una foresta o in un deserto, ci daremo da fare per cercare una via d’uscita! Perchè non fare lo stesso con questo benedetto progresso che ci allunga la vita, ci rende più ricchi, più sani, più belli, ma in fondo ci fa anche sempre meno felici?” 

 

  • “Ciascuno dovrebbe, ogni tanto, riaffermare il diritto al silenzio, per risentire se stesso, per riflettere e ritrovare un po’ di sanità.”

 

  • “Il rifiuto degli aerei ha un effetto simile: il treno, con i suoi agi di tempo e i suoi disagi di spazio, rimette addosso la disusata curiosità per i particolari, affina l’attenzione per quel che si ha attorno, per quel che scorre fuori dal finestrino. Sugli aerei presto s’impara a non guardare, a non ascoltare: la gente che si incontra è sempre la stessa; le conversazioni che si hanno sono scontate. In trent’anni di voli mi pare di non ricordarmi di nessuno. Sui treni, almeno quelli dell’Asia, no!”

 

  • “Ora toccava a me. Avevo messo la cavezza a questa bestia che era la mia mente; si trattava di decidere in che direzione cavalcare.”

 

Questo libro è per tutti coloro che scrivono Asia in cima alle loro liste di viaggio.

Buona lettura 🙂

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